la reazione del mondo dello sport – Stanleybet News

Monumenti illuminati e luoghi iconici che proiettano i colori della bandiera Ucraina. Sembra un incubo che non intende finire e che getta tutto il mondo nel caos. Dopo due anni da pandemia Covid-19, l’esplosione della guerra nel cuore dell?Europa è un’altra macchina nera sulla storia contemporanea dell’uomo. Sono giorni critici per il popolo ucraino pesantemente colpito dall’esercito russo per volere del leader Vladimir Putin. Mentre la politica internazionale si muove per arginare l’escalation di violenza anche il resto del mondo si sta muovendo prendendo decisioni importanti. Lo sport è tra questi e si è mosso in maniera molto veloce.

Stiamo parlando di interventi che vanno dalle scelte più banali a quelle economicamente più impattanti. Tra calcio e basket, infatti, sono state diverse le gare non disputate contro squadre russe. In Eurolega la questione si è presentata sia con lo Zenit che con lo Zalgiris Kaunas. Ma anche il calcio si è mosso con la FIFA che ha estromesso la Russia dall’organizzazione dell’attuale finale di Champions League già spostata a Parigi. Il tecnico italiano De Zerbi si trova bloccato in un hotel in Ucraina così come lo Shakhtar Donetsk mentre la nazionale polacca ha confermato di non voler scendere in campo contro la Russia negli spareggi mondiali. Ma c’è molto di più: tutte le squadre legate a sponsor russi hanno deciso di rinunciare agli accordi. Tra questi la prima è stato lo Shalcke 04 con Gazprom, multinazionale che finanzia anche la Champions League con sponsorizzazioni.

Ma bisogna segnalare anche la presa di posizione dei russi stessi contro la guerra. Dalle manifestazioni nelle piazze della popolazione, represse con violenza ed arresti, sino ai messaggi dei grandi atleti mondiali in ogni sport. In casa Chelsea la famiglia Abramovich si è schierata contro la scelta di Putin: lo stesso patron sarebbe pronto a vendere il suo club se dovesse essere colpito da sanzioni. Mentre la popolazione ucraina è in fuga con centinaia di migliaia di profughi, sono forti le parole dell’ex campione di pugilato Vitaly Klitschko attuale sindaco di Kiev. L’ex atleta si è detto pronto, insieme a molti altri, a scendere per le strade a combattere. Ad esporsii, come detto in precedenza, anche la figlia del presidente del Chelsea Sofia Abramovich:” E’ Putin che vuole la guerra, non la Russia.” Ma i messaggi arrivano costantemente da tutte le parti del mondo, per l’universo dello sport che si stringe fortemente dagli atleti sino alle scelte istituzionali.

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