la conferenza stampa di Mourinho

Nella serata di domani la Roma è attesa dall’appuntamento più importante della stagione, ovvero la finale di Conference League contro il Feyenoord. A Tirana, i giallorossi proveranno a conquistare il primo trofeo in una competizione internazionale degli ultimi cinquant’anni (l’ultimo fu la Coppa Anglo-Italiana del 1972). Alla vigilia di questo storico evento il tecnico giallorosso Josè Mourinho ha analizzato la sfida nella consueta conferenza stampa. Di seguito le sue parole:

“Siamo arrivati alla fine del percorso di questa stagione, con due finali da giocare nello spazio di 4 giorni. La prima finale ci dava quel che noi meritavamo, che noi avevamo come obiettivo, ossia qualificarci all’Europa League e quindi migliorare la classifica precedente. Abbiamo vinto quella finale lì. Bisognava finire il lavoro di un’intera stagione e raggiungere il traguardo. Ma senza scrivere la storia. La gara di domani, invece, è storia, che abbiamo già scritto arrivando fin qui a giocare una finale europea dopo tanti anni. Ma quando arrivi all’ultimo atto devi fare tutto il possibile per vincere e scrivere davvero la storia”.

“Prima di Torino – ha continuato l’allenatore lusitano – era importante sapere che giocare una finale ha un livello di tensione alta e devi avere doppia attenzione. Abbiamo vinto e abbiamo potuto concentrarci sulla finale. Io e il mio staff siamo rimasti a Trigoria, senza uscire, da venerdì. Non ho chiesto lo stesso ai giocatori, ma vedo che la squadra sta bene, ha la tensione giusta e la gioia. Mkhitaryan? Si è allenato per la prima volta oggi con il gruppo, una sessione breve e senza significato in funzione della finale, perché era aperta a voi (giornalisti, ndr). Mi fido di lui, di come interpreta i segnali del corpo. A fine allenamento mi ha detto che sta bene ed è pronto a giocare”.

Sull’atmosfera che si respirerà nella capitale albanese: “Ho giocato la finale Manchester United-Real Madrid in Macedonia del Nord e fu un’esperienza bellissima. Tirana è lo stesso. Loro lo meritano, per la loro crescita come Paese. Lo stadio è molto, molto bello. Peccato per la capienza, ma sono contento di venire a giocare qua. Quando arrivi all’ultima partita della stagione il lavoro è fatto, per me non c’è niente da fare in questi ultimi giorni. La leadership? Non è una cosa che si può mettere sul tavolo. Domani è il giorno dei giocatori, noi allenatori siamo fuori, ci limitiamo ad aiutare. Domani è l’ultima partita e fortunatamente è una finale. Il calcio olandese? L’Ajax ha vinto Coppe dei Campioni, il Feyenoord del mio amico van Hooijdonk ha vinto la Coppa UEFA, il PSV ha vinto. Il calcio olandese ha vinto tanto”.

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